Riempiamo un cesto di ciliegie

19 05 2012

Da quanto tempo non salite su un ciliegio per farvi una scorpacciata di dolcissimi frutti, o per riempire un cesto da condividere tra amici o in famiglia? Io ho la fortuna di essere tutti gli anni invitato da mia zia a raccogliere tutte le ciliegie che voglio da un grande albero più vecchio di me che ne è sempre carico nel mese di maggio. Tutti gli anni il solito pensiero mi sale alla mente e stavolta ho deciso di condividerlo con tutti voi. Vedo nella raccolta delle ciliegie la rappresentazione del cammino spirituale dell’uomo. Da bambini le raccogliamo da terra o dai rami bassi, avventurarci in arrampicata tra i rami va al di là delle nostre forze e quindi mangiamo tutte quelle che riusciamo a raggiungere. Quando si è bambini è come se la luce del sole fosse più forte e quindi si fa fatica anche a vedere quelle che stanno in alto, fuori dalla nostra portata. Forse non le guardiamo affatto proprio perché comunque non le potremmo avere. A livello spirituale questa è la fase in cui raccogliamo informazioni da ciò che abbiamo intorno senza nemmeno immaginare che possa esserci altro. Il tempo passa e diventiamo più grandi e cresce la consapevolezza del nostro corpo accompagnata spesso dalla volontà di superare i limiti imposti dagli adulti. E’ così che di nascosto ci arrampichiamo e scopriamo un nuovo mondo, ricco di possibilità. Tanti rami da cui attingere, alcuni più a portata di mano, altri meno.Tante strade si aprono davanti a noi, il contatto col mondo ci porta a dover scegliere da che parte andare e quali esperienze fare per prime. La cosa più importante che avviene però è che presto o tardi ci accorgiamo che le ciliegie più rosse sono quelle appese ai rami più alti che sono maggiormente esposti al sole. Qualcuno ha paura di raggiungerle dato che salendo i rami diventano sottili e più fragili, mentre altri sono disposti a tutto per raccogliere quelle preziose specialità tanto che non di rado cadono da un ramo che si spezza rompendosi una gamba o peggio perdendo la vita. E’ così che, ad un certo punto della nostra vita, ci troviamo a leggere e sentire storie di uomini illuminati che attraverso un tortuoso cammino hanno raggiunto la meta ultima realizzandosi. Qualcuno di noi li vede come creature speciali che compiono azioni fuori dalle loro possibilità, essi dimenticano queste storie o si limitano a fare di questi uomini l’oggetto della loro venerazione; altri presi dall’entusiasmo vorrebbero diventare come i loro idoli in un balzo rischiando di diventare quanto di più lontano si possa immaginare da loro, delle squallide imitazioni mal riuscite. Visti dal di fuori questi ultimi daranno l’impressione di essere giunti vicini all’illuminazione ma è tutt’altro che così perché in realtà saranno vittime della loro volontà di identificarsi in qualcosa che non gli appartiene a pieno. Se qualcuno ha paura di arrampicarsi su un albero un giorno potrebbe trovare il coraggio ma se uno sprovveduto cade il rischio è che non possa più risalire! Nonostante tutto percorrere il proprio cammino spirituale, come anche raccogliere le ciliegie è semplice… se non rimaniamo accecati dal voler raggiungere una metà, al momento, al di là delle nostre possibilità. Bisogna salire sull’albero, prendere confidenza con i suoi rami e sviluppare una fiducia reciproca, i nostri piedi diventeranno così sempre più leggeri nel passare di ramo in ramo e qualche volta quando meno ce l’aspettiamo vedremo cadere dall’alto qualche ciliegia e potremo gustarla senza salire troppo in alto, senza correre rischi. Possiamo chiamarlo un dono del cielo. Dicendo non correre rischi non intendo dire non andare mai al di là dei rami su cui ci sentiamo assolutamente sicuri,al contrario è spingersi in avanti su rami che ci portano ad utilizzare tutte le nostre risorse per reggerci ma senza superare quel sottile confine tra ciò che è e ciò che non è il momento di fare. Se avremo pazienza e dedizione impareremo ad ascoltare l’albero e sarà lui a dirci quando è tempo di salire e quando è invece tempo di fermarsi a guardare. Auguro tante dolci, grandi, rosse ciliegie a tutti!





Guardando un albero

10 05 2012

Dove trovare conforto in questo tempo in cui quasi tutti i rapporti umani si basano sulla menzogna? Lupi si vestono da agnelli mentre i veri agnelli si nascondono spaventati. I media cercano di spaventarci per renderci sempre più diffidenti e quindi isolati. Il denaro è il motore di tutto e tutti, c’è chi ha detto che tutti hanno un prezzo… Qual’è il vostro prezzo? Vi invito a porvi questa domanda. Vogliono davvero farci credere che possono comprare tutto col denaro ma non dobbiamo farci abbacinare dall’illusione, dai fronzoli e dai brillanti. Uscite senza paura dalle vostre case, uscite senza una moneta in tasca ed andate nel più vicino parco. Sedete sotto l’ombra di un’albero e scoprirete che lui vi dona ristoro disinteressatamente. Aiutate chi è in difficoltà, donate la vostra ombra al viandante accaldato e fatelo senza aspettarvi nemmeno un grazie. Potete essere come alberi, radici salde e profonde nel terreno, tronco forte e rami flessibili protesi verso il cielo. Potete fare ombra con le vostre foglie in estate e lasciarle cadere in inverno per far filtrare la luce del sole. Gli alberi sono grandi maestri di vita e osservandoli vengo da loro istruito. Se anche noi diventassimo come alberi chi ci osserva potrebbe apprendere ciò di cui ha bisogno semplicemente osservandoci. E’ così che imparo la serenità da chi sorride con gioia nei momenti di disgrazia e il coraggio di chi si rialza dopo essere stato buttato a terra da un avversario più forte lui. Non lasciamo che ci abbattano facendoci credere che non c’è altra scelta. Siamo nati liberi, non chiudiamoci in una prigione per la paura della libertà. L’uomo spesso mente e inganna il suo simile, la Natura è severa e sincera maestra, impariamo a riconoscere la verità da chi non mentirà mai. Ci parlano di crisi ma entrando in un bosco o salendo sui ripidi sentieri di una montagna ci accorgiamo facilmente che la crisi non esiste per la Natura che procede impassibile secondo i suoi ritmi. A noi è data la scelta, seguire le leggi della natura o quelle dettate dall’avidità dell’uomo?! Fate la vostra scelta con consapevolezza, non lasciate che siano gli altri a scegliere per voi.





Realtà multipla

2 04 2012

Ultimamente mi è capitato di chiedermi da cosa nascono i conflitti che tanti problemi creano alle relazioni tra gli uomini. Me ne sono venuti in mente molti ma uno in particolare ha stuzzicato la mia curiosità. Tutti i problemi per essere affrontati con lucidità vanno prima semplificati e portati all’essenza, una volta giunti alla comprensione di questa potremmo iniziare a ad addentrarci consapevolmente nella problematica. Due persone litigano perché sostengono due concetti diversi che sembra non possano convivere. Lo vediamo nelle ideologie politiche, nei vari sistemi dietetici e nelle religioni. Tutti gli uomini portano in loro idee e concetti, convinzioni, un sistema di dati ritenuti reali che formano la loro visione del mondo circostante. Entrando in contatto, due diverse realtà, creano un’eccitazione dell’aria soprattutto se si cerca di metterle a confronto con la speranza di convincere qualcun’altro di qualcosa che non condivide. E’ così che, tra genitori e figli, marito e moglie, insegnante e alunni, si generano ripetuti conflitti di media o forte entità. L’intensità dello scontro è influenzata da due punti fondamentali, la voglia di prevalere e la distanza tra i punti di vista. Maggiore sarà la differenza tra la percezione della realtà di due individui e, in tutto probabilità, maggiore sarà il conflitto che da questo incontro potrà scaturire. Fortunatamente, come per tutte le dinamiche nocive, anche per questa c’è una soluzione, la presa di coscienza della relatività della realtà che percepiamo. Rendendoci conto che quello è solo il nostro punto di vista avremo modo di ascoltare le idee altrui con oggettività e in qualche occasione di imparare da questo ascolto. Questo però non sempre risolve il problema dell’eccitazione dell’aria intorno a noi quando si preannuncia un possibile conflitto, per rendere serena la circostanza abbiamo bisogno di sviluppare un’altra capacità fondamentale. Solo lasciandosi scivolare senza resistenze in questa realtà parallela saremo in grado di convivere pacificamente con chiunque, va però precisato che questo non significa fare nostra la realtà di un altro. Possiamo lasciarci permeare da una realtà non nostra solo quando siamo pienamente coscienti di noi stessi e presenti in noi stessi, se non siamo capaci di questo rischieremo sempre di naufragare da una realtà all’altra senza mai scoprire chi siamo. Abbiamo sempre a disposizione infinite possibilità, non ci resta che fare le nostre scelte.





Riflessi negli specchi

24 03 2012

E’ curioso vedere come tutti abbiano dei punti di vista profondamente diversi e in qualche caso diametralmente opposti. Vi siete mai chiesti come sia possibile una cosa del genere? In ogni situazione è sempre possibile trovare qualcuno che la pensa diversamente. Come in tutte le manifestazioni della realtà, anche questa deve essere regolata da una qualche legge universale. Calza a pennello una citazione di Krishnamurti ” La volgarità non è nel gesto compiuto ma negli occhi di chi lo osserva”. Si ritorna sul solito tema del giusto e sbagliato, esistono solo eventi i quali per loro natura non sono ne giusti ne sbagliati. Nonostante questo l’uomo è portato a dividere e catalogare ogni cosa dando ad essa una definizione… bene-male, luce-ombra, giusto-sbagliato. Questa polarizzazione della realtà è qualcosa che, chi più chi meno, quasi tutti creano nella loro mente. Quello su cui sto riflettendo è la natura del nostro punto di vista. Quello che io vedo come un bel tramonto da un’altra parte è un’alba. Nel corso della nostra esistenza, attraverso le esperienze che la vita ci dona, formiamo la nostra identità colorata dalle tinte che nel tempo ci sono state schizzate addosso e da quelle in cui per scelta ci siamo rotolati. Quella che io chiamo “identità” è qualcosa di più del mio nome, il lavoro che svolgo e il mio stile di vita; quello che intendo è l’insieme di tutte le più piccole convinzioni, le idee preconcette che, pur non volendo, si sono posate sulla nostra pelle. Tutto questo forma un nostro punto di vista, unico ed inimitabile. E’ così che tutte le situazioni che viviamo diventano specchi riflessi della nostra essenza più profonda che si manifesta attraverso l’opinione che abbiamo a riguardo. Un semplice esempio… quando si guardano i documentari questa dinamica diviene evidentissima, se si parla di poveri leoncini affamati saremo contenti quando la leonessa uccide la gazzella ma se ci si occupa di gazzelle saremo tristi se la mamma del cucciolo viene uccisa. E’ il medesimo evento ma se c’è un presupposto diverso (vedere nascere i leoncini) il nostro punto di vista cambia. Quando qualcuno si rivolge a noi in modo aggressivo possiamo ritenere quella persona maleducata oppure pensare che fa così perché porta in sé una profonda sofferenza che genera quel comportamento. Tutte le nostre opinioni ci parlano di noi. E’ stato fatto un disegno che spiega tutto questo, un bambino lo guarda e vede dei delfini che giocano mentre un adulto vede un’uomo e una donna in atteggiamento sessuale.  Provare per credere!

Questo è un argomento che richiederebbe ben altro che un breve articolo in un blog ma come sempre non cerco di esprimere un concetto ben definito e definitivo ma più uno stimlo a riflettere. Osserviamo le immagini che popolano la nostra mente e le opinioni che abbiamo degli altri, questo ci potrà aiutare ad avere una visione realistica di noi stessi. Dorian Grey aveva coperto con un telo il quadro che mostrava la sua anima, non aveva il coraggio di guardarlo e tutti voi sapete dove questa condotta lo abbia portato. Non abbiate paura di riconoscere la vostra immagine riflessa nello specchio, è l’unico modo che avete per vedere e togliere dal vostro corpo tutte le macchie di colori che non gradite. Un abbraccio.

Ivan





Amore Consapevole

18 03 2012

Questo incontro nasce a seguito di un’intuizione, l’idea che tutto nel mondo gira intorno al sentimento dell’amore. Sembra un concetto scontato, e lo è, fino a che non arriva il momento in cui riusciamo a percepire con profonda chiarezza e con ogni cellula del nostro corpo questa profonda realtà. Da quel momento non ci troviamo più davanti ad una frase fatta ma ad una verità ancestrale. Nel corso del seminario cercheremo, insieme, di avvicinarci quanto più possibile alla comprensione di questa grande fonte di energia che è l’amore.

Domenica 15 aprile ci incontreremo a Loro Piceno MC per una giornata sul tema dell’amore consapevole. Il corso è adatto a chiunque voglia imparare ad approcciarsi con consapevolezza ad ogni tipo di rapporto personale. Seguito da soli o con un compagno/a, è un’ incontro che senza dubbio potrà arricchire di nuovi punti di vista ed esperienze, grazie alle quali potremo vivere in maniera più armoniosa le relazioni con gli altri, siano esse affettive o lavorative non fa differenza: l’amore è il motore di ogni cosa.
La spiegazione degli argomenti sarà accompagnata da esercizi e meditazioni per
rendere più profonda la comprensione dei concetti.
Con le parole impara la mente, con l’esperienza impara l’anima

  • equilibrio personale e di coppia
  • quattro tipi di contatto
  • presenza e amore nel contatto
  • il potere dell’emanazione del momento
  • tre tipi di coppia
  • essere single
  • supposizioni e aspettative
  • riconoscimento delle dinamiche di squilibrio nella coppia
  • amore vero
  • positività del conflitto
  • realizzazione dell’archetipo maschile e femminile
  • concetto di specchio
  • l’importanza della carezza e dell’abbraccio
  • utilità delle esperienze tristi
  • influenza del contatto
  • disgregazione energetica
  • il contatto energetico
  • dialogo e sincerità
  • l’energia sessuale
  • amore universale

“C’è un’energia che muove tutte le cose,
è invisibile a molti ma nessuno
può sottrarsi ad essa…”

Date incontri

info corsi armoniaesalute@yahoo.it Ivan Pisani 3479037453





La danza delle maschere

21 02 2012

“Benvenuti alla danza delle maschere, giocate a questo gioco e cercate di essere ciò che non siete, travestitevi e stupite tutti, sorprendeteli mostrandovi in grado di interpretare un ruolo a voi desueto, quello di bambini divertiti dietro a maschere a volte improvvisate.” Credo sia più o meno questo il messaggio che accompagna il carnevale, festa di follie e divertimenti mascherati. Nonostante sia ritenuto una festa prettamente cattolica, pone le sue radici nell’antichità ed è proprio lì che troviamo numerosi richiami e simbolismi dietro questa festa. Secondo alcune culture il carnevale era il momento in cui si creava una frattura tra il mondo degli inferi, la terra e il cielo dando vita ad una lotta e quindi al caos carnevalesco. Questa guerra terminava con la morte del re del carnevale, colui che aveva portato il caos sulla terra, e quindi con la restaurazione dell’ordine delle cose. Durante questo periodo saltavano tutte le gerarchie e venivano celebrate come manifestazione del caos delle feste in alcuni casi orgiastiche. Anche senza analizzarne troppo gli aspetti ancestrali, possiamo estrapolare un messaggio più profondo da queste serate di danza, maschere e dolci,  ” Per creare l’ordine c’è bisogno del precedente caos, attraverso una profonda confusione si può mettere in atto una catarsi che ristabilisce il naturale ordine delle cose. Non abbiate paura nei momenti di grande disperazione che forse vivrete, se li affronterete senza paura (non si ha paura delle maschere anche se ci danno un continuo senso di inquietudine) e con ironia ( come con gli scherzi) questi saranno il motore del vostro rinnovamento.” E’ questo che sento dietro a queste tradizioni, ogni rituale nasconde il suo insegnamento e sta a noi estrapolarne il senso.

Ciò che mi ha spinto a scrivere questo articolo è però qualcosa che non si perde in un misterioso passato remoto ma qualcosa che vedo oggi e con molta chiarezza. Ogni giorno la maggior parte delle persone si sente costretta ad indossare una maschera, non di certo arlecchino, ma qualcosa di molto più subdolo. Le maschere che si indossano nella vita di tutti i giorni sono dei veli leggeri  che interponiamo tra noi e tutto ciò che ci circonda. Ci si mostra forti, felici, sicuri di sé… perfetti. Cosa nascondiamo però lì dietro? Persone insicure, tristi che cercano approvazione negli altri facendo finta di non averne bisogno. Sembra bello indossare una maschera, nessuno può vedere le nostre debolezze e noi possiamo fingere di essere chi non siamo ottenendo così l’approvazione di chi ci sta intorno. Quello che però sommessamente avviene è che a poco a poco dimentichiamo di avere addosso una maschera. Le maschere rappresentano le entità caotiche che prendono in prestito i nostri corpi, indossare per tutta la vita una maschera significa vivere nel caos perenne, in una notte che non vede mai arrivare il giorno. Pensandoci un attimo è evidente, se tutti portassimo una maschera che copre il nostro viso quotidianamente ci sarebbe una grande confusione, la cosa non cambia se la maschera è invisibile. Io vedo una persona sicura di se e la tratto come tale e invece lei vorrebbe essere rassicurata, ecco come le maschere invisibili minano l’equilibrio dell’umanità creando un caos di equivoci e incomprensioni. Oggi molti preziosi rituali sono stati violentati e privati del loro reale valore, per quanto riguarda il carnevale il modo di approcciarsi alla ritualità è stato sovvertito al punto che la gente spesso si maschera, non per interpretare un ruolo, ma per essere se stessa. Coprendo il viso con una maschera ci si sente liberi di far cadere i veli della quotidianità mostrando la propria natura.  Ben venga comunque il carnevale soprattutto se serve a sfogare un anno di repressione della propria personalità. Vi invito però a riflettere su ciò che gli antichi ci hanno tramandato e a chiedervi se davvero vale la pena di passare la vita con una maschera sul volto. Quelle di carnevale possono essere soffocanti anche se vengono indossate per poche ore!

Come sempre solo i bambini sanno vivere nel migliore dei modi le occasioni di festa, preserviamoli nella loro innocenza.





L’emozione della neve

5 02 2012

Davanti allo spettacolo della più grande nevicata a cui io abbia mai assistito, perso nella meraviglia delle forme che il vento ha creato sui tetti e per le strade, i miei occhi e il mio cuore si riempiono e nutrono della perfezione di tutto questo.  E’ in questo stato di contemplazione della forza e della bellezza della Natura che l’insegnamento che essa porta emerge dal mio profondo. Non ho potuto fare a meno di notare come queste forti nevicate siano arrivate con tanto impeto invitandoci a rallentare. La neve è il simbolo dell’inverno anche se spesso è mancata dai nostri campi. L’inverno è il tempo in cui il seme è protetto sottoterra e raccoglie le forze preparandosi a germogliare in primavera lasciando esplodere tutte le energie accumulate. Secondo il modo di riflettere della nostra cultura si tende a dare importanza solo alla fioritura e alla fruttificazione, al raccolto. Abbiamo totalmente dimenticato il susseguirsi di fasi importanti tutte allo steso modo, l’inverno con la neve è una di queste. In passato questa stagione era quella del riposo e dei lavori fatti in casa, delle riunioni familiari davanti al camino, della contemplazione del candore della neve che nei giorni più bui dell’anno riportava l’equilibrio tra luce e ombra, tra bianco e nero. La notte innevata non sarà mai scura. La neve era amata perché era il grembo materno che nutriva lentamente i semi e li proteggeva dal freddo. In questi giorni in casa non ho mai dovuto accendere i riscaldamenti dato che il calore prodotto dal nostro corpo, combinato al potere isolante/protettivo della neve, a fatto si che la temperatura si stabilizzasse sui 19 gradi autonomamente. La neve è anche divertimento per i bambini e per chi ha mantenuto uno spirito bambino, si può giocare e scivolare senza farsi male, se non adulterata, nel suo stato naturale, essa è davvero come una madre che protegge in ogni modo i suoi figli. Non mi stancherò mai di sottolineare quanto l’uomo si sia allontanato dal naturale scorrere delle stagioni e della Natura. Oggi la neve è vista come una nemica. Per quasi tutte le persone è un impedimento ai propri affari, essa infatti rende difficile spostarsi per andare a lavoro così gli uomini la combattono con grande sforzo per non rinunciare ai propri guadagni. Arriva a noi con un messaggio di riposo ma non accettandolo veniamo costretti ad una doppia fatica. La neve ci protegge al punto che potremmo saltare da tre metri d’altezza senza farci male ma noi dobbiamo andare in giro in macchina e anche così ci scontriamo col paradosso, qualcosa che è lì per proteggerci ci fa fare un incidente, soprattutto perché è stata precedentemente compattata e lisciata da uno spartineve, cosa che spesso porta alla formazione di ghiaccio. Visto che non apprezziamo la morbidezza la Natura ci dà la durezza… ma ci lamentiamo comunque! La neve ci porta gioia e divertimento spensierato e nel rifiutarlo ci troviamo a fissarla con odio pensando a tutto ciò che non possiamo fare invece di uscire  a divertirci come possiamo per non più di una settimana l’anno. E’ vero, ci siamo proprio persi… ma vi devo confidare un segreto. Ho guardato negli occhi le persone intorno a me, quelle che spalavano come matte, quelle che combattevano con le catene per montarle alle ruote sotto una bufera di neve, quelle che scivolando sprofondavano in mezzo alla neve che gli entrava dal collo del giubbotto giù per la schiena, io le ho guardate negli occhi e sapete cosa ho visto? Nonostante il loro imprecare, nonostante le lamentele e la stanchezza nei loro occhi c’era una luce. Una gioia profonda e incontrollabile emergeva dai loro cuori manifestandosi prepotentemente nelle loro pupille. Siamo tutti bambini che stanno crescendo, anche se quasi tutti hanno imparato a far finta di essere altro, e cosa c’è di più bello per un bambino di essere protetto e giocare nel grembo materno? Ecco perché ogni volta che nevica sentiamo quella dolce emozione, la Natura ci fa un grande regalo, ci fa rivivere, se vogliamo lo stato embrionale. Forse non ce ne accorgiamo ma intorno ha noi l’energia è pregna di questo sapore.








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